Visita virtuale, testi e scelta delle immagini, a cura di Susanna Moser.

La terza sala, in realtà un ambiente di passaggio che mette in comunicazione gli altri spazi espositivi dedicati all’Egitto antico, offre alla vista del visitatore un solo oggetto, ma di grande pregio: un pannello scolpito ad altorilievo di altissima qualità che proviene forse dal Cairo e che è stato esposto in numerose mostre sin dal 1931.

Rilievo con Nereidi ed erote su un delfino

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Altezza 59 cm
Inizio V secolo d.C.

Questo rilievo faceva parte delle collezioni dell’Accademia degli Arcadi Sonziaci, la più antica presente a Trieste dalla fine del XVIII secolo, e fu esposto per la prima volta all’estero in una mostra internazionale a Parigi nel 1931.
Rappresenta due figure femminili che indossano soltanto una collana con pendaglio e degli orecchini, ritratte nell’atto di danzare tenendo un velo che si rigonfia sopra la testa; tra loro vi è un amorino, un putto o “erote”, che cavalca un delfino e tiene in mano un tirso (un bastone nodoso con foglie di edera che nell’antica Grecia era attributo del dio Dioniso) o una torcia. Al di sopra dei veli, al centro, c’è il volto di Medusa con i capelli scarmigliati, raffigurato frontalmente. Il tutto è eseguito in un ardito altorilievo in cui le membra si staccano dal fondo. Le figure femminili sono identificabili come due Nereidi: personaggi della mitologia greca, ninfe marine, figlie di Nereo, il dio del mare.
Il modellato morbido dei corpi, le proporzioni e i volti caratterizzati, ma impersonali, avvicinano questo pezzo alla scultura delle cappelle di Eracleopoli Magna (odierna Ehnasya El-Medina, nel Fayum), databili all’inizio del V secolo d.C.
In base alla forma arrotondata della parte posteriore del rilievo, è possibile ritenere che questa scultura architettonica decorasse una nicchia, probabilmente di una cappella.