Sala C - Le Necropoli
48. Epitafio del seviro Caius Vibius Valens 49. Epitafio al decurione Lucius Appuleius Taurinus
50. Epitafio del seviro Sextus Caesius Felix 51. Epitafio degli Usii
52. Epitafio del pretoriano Sextus Vibius Cordus 53. Misure di area sepolcrale
54. Misure dell’area sepolcrale di Quintus Albius Secund(us) e Manius Titius Alb(inus)p 55. Misure di area sepolcrale
56. Misure di area sepolcrale 57-58. Fregi funerari con ghirlanda
59. Epitafio di Gavillia … 60. Epitafio di Aulus Tullius Philargyrus
61. Epitafio di … e di Veturia Iucunda 62-64. Tre urne anepigrafi
65. Cuspide piramidale con cimasa 66. Misure di area sepolcrale
67. Frammento di epitafio 68. Epitafio in lingua greca di … e di Silvana
69. Epitafio dedicato da Publius Clodius Chrestus 70. Fregio con trofeo
71. Epitafio di Lucius Vibius Pollio e di Floria Hilara 72. Epitafio di Quintus Nonius Favor e di Commia Ursa
73. Epitafio di Titus Marcius Trophimio 74. Epitafio dei Virdii
75. Formula di esclusione 76. Misure di area sepolcrale
77. Epitafio del soldato Caius Velitius 78. Epitafio (?) di … Appuleius Marcellus (?)
79. Epitafio del …viro (?) … da parte di Manlia … 80. Misure di area sepolcrale
81. Epitafio di … da parte del dispensator Hermes 82. Epitafio di … Italia e di … Potestas
83. Epitafio di un veterano 84. Iscrizione con misure dell’area sepolcrale
85. Epitafio della liberta o della schiava Musa 86. Epitafio dei Clodii
87. Dedica di Quintus Cervius Natalis alla madre 88. Epitafio degli Hostilii
89. Epitafio di … Optata 90-91. Rilievi con armi
92. Stele di togato con rotoli 93. Epitafio del vir illustris Maurentius
94. Misure di area sepolcrale 95. Epitafio di Getacia Servanda

Saliti alla grande sala superiore si incontrano dapprima i monumenti dalle aree sepolcrali. Sono suddivisi per zone di provenienza: quelle disposte a occidente lungo la principale strada che da Tergeste portava ad Aquileia; quelle a oriente lungo la strada per l’Istria e quelle che erano situate lungo la via litoranea che passava tra la città e il porto. Sono qui riaccorpate le are, le stele, le urne, i sarcofagi e i frammenti ricomponendo gli antichi percorsi.
Si segnalano per la ricchezza decorativa l’ara con l’epitaffio di Lucio Vibio Valente (n. 47) e il sarcofago di Getacia Servanda (n. 95). La stele di Lucio Vibio Pollione e sua moglie Floria Hillara mostra i busti-ritratto dei due coniugi come fossero affacciati alla finestra della loro casa (n. 71). La stele degli Ostili (n. 88) porta la raffigurazione di alcuni panni stesi su un fornello in una tintoria, come riferimento all’attività della famiglia; così la nave con vela quadra scolpita sul monumento di Publio Clodio Cresto (n. 69), evoca probabilmente il veicolo delle sue fortune commerciali. Tre rilievi mostrano trofei militari con armi e armature, un barbaro in catene e una donna affranta in lacrime (n. 70), che decoravano importanti mausolei. Le iscrizioni menzionano anche alcuni militari come Caio Velizio della XX Legione (n. 77) e il pretoriano Sesto Vibio Cordo della III Coorte di stanza a Roma (n. 52).

48. Epitafio del seviro Caius Vibius Valens

[ inv. 13576 ]

Dado di grande ara architettonica in calcare un tempo utilizzato come sostegno dell’altare di San Giovanni Battista nella cattedrale di San Giusto. Una larga fascia decorata da pampini, uva (un uccelletto becchetta gli acini), cornice a kymation, ovoli e perline, orna la parte superiore e si innesta su paraste angolari a rilievo con capitello anch’esse interamente decorate a motivi vegetali (acanto e rosette). I due fianchi dell’ara, che ripetono i motivi della fronte e del retro, sono ornati anche da due foglie di edera accostate che escono dai capitelli e insistono su un urceus (brocca) sul fianco sinistro e una patera (piatto sacrificale) sul fianco destro. Ultimo quarto del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 74

frammento frammento frammento

C(aius) Vibius
Valens,
(sex)vir Aug(ustalis), t(estamento) f(ieri) i(ussit)
ex (sestertium viginti milibus).
Felix lib(ertus), (sex)vir Aug(ustalis), f(ecit).

Gaio Vibio Valente, seviro augustale (= membro di un collegio per il culto imperiale), nel testamento stabilì che fosse fatto (il monumento) con ventimila sesterzi. Il liberto (= schiavo liberato) Felice, seviro augustale, fece (fare).

Il monumento funerario, di cui sopravvive solo la parte superiore del dado, doveva originariamente essere piuttosto fastoso e imponente. Un indizio di tale fasto si coglie anche nel malcelato orgoglio dell’autore, probabilmente un liberto, che non può esimersi dal ricordare il prezzo pagato per la realizzazione dell’ara, 20.000 sesterzi, una cifra considerevole che ci dà un’idea della sua ricchezza (ad es. lo stipendio di un soldato di coorte pretoria, i corpi militari di stanza a Roma, era di circa 4000 sesterzi annui, mentre un legionario ne riceveva circa un quarto).

49. Epitafio al decurione Lucius Appuleius Taurinus

[ inv. 13615 ]

frammentoBase in marmo rinvenuta nel 1842 nel campanile di San Giusto. Prima metà del II sec. d.C.
I.It., X, 4, 58

L(ucio) Appule[io]
L(uci) fil(io) P[up(inia)]
Tauri[no],
decur[ioni],
aed[ili],
[Val]eria [---].

A Lucio Appuleio Taurino, figlio di Lucio, iscritto alla tribù Pupinia (= il distretto di voto dei Tergestini), decurione (= ex magistrato), edile (= magistrato addetto alla cura dei templi, degli edifici pubblici, alla polizia municipale ecc.), Valeria … (dedicò).

La base marmorea fu posta, probabilmente dalla moglie, in memoria di Lucio Appuleio Taurino divenuto decurione, vale a dire membro del consiglio municipale, dopo aver rivestito la carica annuale di edile.

50. Epitafio del seviro Sextus Caesius Felix

[ inv. 13898 ]

frammentoAra in calcare recuperata nel 1948 da un muro dell’orto Prandi in via della Cattedrale.
Prima met? del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 71a

[Sex(tus)] Caesius
[Sex(ti) l]ib(ertus) Felix (sex)-
vir Aug(ustalis)
[Caes]ia Sex(ti) lib(erta)
[---]ca uxor.

Sesto Cesio Felice, liberto (= schiavo liberato) di Sesto, seviro augustale (= membro di un collegio per il culto imperiale). La moglie Cesia …ca, liberta di Sesto, (pose)…

51. Epitafio degli Usii

[ inv. 13607 ]

Ara in calcare con coronamento formato da frontone con patera (piatto sacrificale) posto tra pulvini a foglie e bende chiusi all’estremit? da rosette, recuperata nel 1842 nel campanile di San Giusto. Il retro è iscritto con la consueta formula di dedica agli Dei Mani. Prima metà del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 171

ara ara

L(ucius) Usius L(uci) lib(ertus)
Philippus v(ivus) f(ecit)
sib(i) et L(ucio) Usio Fido f(ilio),
L(ucio) Usio Thaso ann(orum) V,
L(ucio) Usio Venusto del(icato),
Tulliae A(uli) l(ibertae) Cypare,
Attiae Ti(beri) lib(ertae) Cogitat(ae),
L(ucio) Usio L(uci) l(iberto) Evangelo,
Cossutiae Tyche.

lib(ertis) lib(ertabus)q(ue).D(is) M(anibus) s(acrum).Lucio Usio Filippo, liberto (= schiavo liberato) di Lucio, da vivo fece per sè e per il figlio Lucio Usio Fido, per Lucio Usio Taso di 5 anni, per il favorito Lucio Usio Venusto, per Tullia Cipare, liberta di Aulo, per Attia Cogitata, liberta di Tiberio, per Lucio Usio Evangelo, liberto di Lucio, per Cossuzia Tyche (e) per i liberti e le liberte.Consacrato agli Dei Mani (= le divinità protettrici delle anime dei morti).

52. Epitafio del pretoriano Sextus Vibius Cordus

[ inv. 13543 ]

steleStele scorniciata e centinata in calcare, fissata mediante un perno di ferro al blocco di pietra originario, recuperata nel 1909 tra via Pondares e via Sant’Apollinare durante scavi di carattere edilizio. Insieme alla stele fu rinvenuta un’urna cilindrica destinata alle ceneri del defunto. Terzo quarto del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 45.

Sex(to) Vibio Cor-
do, mil(iti) coh(ortis)
III pr(aetoriae),
Q(uintus) Clodius Sesti-
us v(ivus) f(ecit)
lib(ertis) lib(ertabus)q(ue).
H(oc) m(onumentum) h(eredes) n(on) s(equetur).
In fr(onte) p(edes) XII,
in ag(rum) p(edes) L.

A Sesto Vibio Cordo, soldato della III coorte pretoria (= corpo militare di stanza a Roma), Quinto Clodio Sestio, da vivo fece (fare il monumento, anche) per i liberti (= schiavi liberati) e le liberte. Questo monumento non toccherà all’erede. (L’area del sepolcro misura) sul lato strada dodici piedi (= circa m3,5), verso la campagna cinquanta piedi (= circa m 14,80).

misure53. Misure di area sepolcrale

[ inv. 13850 ]

Stele centinata scorniciata in calcare rinvenuta nel 1933 negli scavi condotti davanti alla cattedrale di San Giusto. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 229

Lo(cus) m(onumenti)
in fr(onte) p(edes)
XXX.

L’area del sepolcro (misura) sul lato strada trenta piedi (= circa m 8,90).

Su un monumento gemello era segnata invece la misura del lato del sepolcro verso la campagna.

54. Misure dell’area sepolcrale di Quintus Albius Secund(us) e Manius Titius Alb(inus)p

misure sepolcrali[ inv. 13580 ]

Stele in calcare rinvenuta nel 1881 a San Giacomo, all’angolo tra via dell’Istria e via Rivalto, nella località detta Belvedere, presso villa Bousquet. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 83

Q(uinti) Albi Sec(undi) et
M(ani) Titi Alb(ini).
In fr(onte) p(edes) L,
in agr(um) p(edes) XXX.

(L’area del sepolcro) di Quinto Albio Secondo e di Manio Tizio Alb(ino) (misura) sul lato strada cinquanta piedi (= circa m 14,80), verso la campagna trenta piedi (= circa m 8,90).

Il monumento era uno dei cippi angolari che definivano l’area sepolcrale dei due defunti all’interno della quale si trovava il vero monumento funebre.

Misure di area sepolcrale55. Misure di area sepolcrale

[ inv. 8510 ]

Base in calcare con facce laterali decorate da figura muliebre alata che tiene in mano un urceus (brocca), un tempo inserita in un muro del Giardino del Capitano a San Giusto. Tra la fine del I e gli inizi del II sec. d.C.
I.It., X, 4, 210

[---] p(edes) XXVII.

… ventisette piedi (= circa m 8).

56. Misure di area sepolcrale

[ inv. 13851 ]

misure di area sepolcraleBlocco in calcare riquadrato da calcare rinvenuto in via D. Bramante. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 234

L(ocus) m(onumenti) in [fronte p(edes)]
XXIII, in [agrum] p(edes) CXXX.

L’area del sepolcro (misura) sul lato strada ventitre piedi (= circa m 6,80),verso la campagna centotrenta piedi (= circa m 38,40).

Il monumento era uno dei cippi angolari che definivano l’area sepolcrale all’interno della quale si trovava il vero monumento funebre.

57-58. Fregi funerari con ghirlanda

[ inv. 12599 a-b ]

fregi fregi

Due frammenti di blocco in calcare solidali ma non contigui rinvenuti nel 1910 in via San Michele nei pressi di via Tor San Lorenzo.
Prima metà del I sec. d.C.

I due frammenti con decorazione a ghirlande alternate a urceus (brocca) e patera (piatto sacrificale) appartenevano a un monumento funerario di grandi dimensioni.

59. Epitafio di Gavillia …

[ inv. 31537 ]

epitafioBlocco in calcare rinvenuto nel Giardino del Capitano. I sec. d.C.

Gavilliae [---]

A Gavillia …

La defunta apparteneva a una delle famiglie romane più anticamente documentate nella regione nord-orientale e in particolare ad Aquileia (già durante la guerra istrica del 178 a.C.). Anche a Tergeste vi sono alcune testimonianze di tale gens, benché questa sia l’unica pertinente a un monumento funerario di grandi dimensioni.

60. Epitafio di Aulus Tullius Philargyrus

epitafio[ inv. 13571 ]

Stele scorniciata in calcare decorata da corona con nastri, rinvenuta nel 1904 in via P. Veronese nella costruzione della nuova scuola. Prima metà del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 160

A(ulo) Tullio A(uli) l(iberto)
Philargyro.
Tullia l(iberta)
Hilara
v(iva) f(ecit)
sib(i) et patrono.

Ad Aulo Tullio Filarguro, liberto (= schiavo liberato) di Aulo. La liberta Tullia Ilara da viva fece per sé e per il patrono.

La gens Tullia, ben diffusa a Tergeste e nel suo territorio, era probabilmente coinvolta anche in diverse attività produttive (sono noti bolli laterizi riferibili ai Tullii).

61. Epitafio di … e di Veturia Iucunda

[ inv. 13823 ]

Stele scorniciata in calcare dotata di dente per il fissaggio, rinvenuta nel 1906 in via D. Bramante (oggi Piazza Vico), dove era utilizzata come coperchio di pozzo. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 167

[---]
testamento fieri
iussit sibi et Veturiae
C(ai) l(ibertae) Iucundae.

… nel testamento stabilì che fosse edificato (il monumento) per sé e per Veturia Gioconda, liberta di Gaio.

62-64. Tre urne anepigrafi

urne senza iscrizione[ inv. 12609-12611 ]

Tre urne anepigrafi (senza iscrizione) in calcare rinvenute nel 1908 in via D. Bramante nelle vicinanze di strutture murarie antiche.
II-III sec. d.C.

Le due urne circolari – l’una cilindrica, l’altra situliforme (a tronco di cono rovesciato) – hanno il corpo appena sbozzato e sono chiuse da un coperchio anch’esso grezzo. Di maggior pregio è l’urna quadrata composta da tre parti mobili (la base, il contenitore e il coperchio) e con superficie trattata a martellina.

65. Cuspide piramidale con cimasa

inv. 14360 a-b
Cuspide piramidale con cimasa in calcare rinvenuta nel 1903 in via Udine.
Prima metà del I sec. d.C.

La cuspide, dotata di cimasa decorata a palmette con acroteri angolari, presenta i lati inflessi scolpiti a viticci e delfini ed ha il vertice conformato a pigna. Essa costituiva il coronamento di un’ara funeraria.

cuspide cuspide cuspide

66. Misure di area sepolcrale

misure[ inv. 13849 ]

Stele centinata scorniciata in calcare rinvenuta nel 1903 in via Udine. La parte sottostante allo specchio epigrafico (superficie scrittoria) è stata lasciata al grezzo perché destinata a essere collocata nel sottosuolo. I-II sec. d.C.
I.It., X, 4, 228

L(ocus) m(onumenti)
q(u)oque
u(ersus) p(edes) XXX.
Hic locus
meu(m) her(edem)
non seque(tur).

L’area del sepolcro (misura) in ogni verso 30 piedi. Quest’area non toccherà al mio erede.

67. Frammento di epitafio

epitafio[ inv. 13568 ]

Spigolo superiore di urna in calcare rinvenuto nei pressi di via Udine. Resta parte dell’orlo della cavità, situata sulla faccia superiore, destinata ad accogliere le ceneri del defunto. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 184

Terg[---]
It[---]

Terg…, It…

68. Epitafio in lingua greca di … e di Silvana

epitafio[ inv. 2227 ]

Stele in calcare con due ritratti femminili entro nicchia quadrata rinvenuta nel 1904 presso la chiesa di Roiano. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 388

Alla moglie … e alla figlia Silvana in ricordo.

Come tutte le città portuali anche Tergeste era un polo di attrazione per gli stranieri; alla comunità parlante lingua greca appartenevano le due defunte, madre e figlia (quest’ultima porta un cognome, Silvana, di origine latina).

69. Epitafio dedicato da Publius Clodius Chrestus

al suo padrone, a sua moglie e ad alcuni amici

[ inv. 8502 ]

epitafioStele rettangolare in calcare con rilievo raffigurante una nave, con vela quadra spiegata, e due rematori. Il monumento fu rinvenuto nel 1786 in contrada di Romagna durante i lavori nella Caserma Grande (ora demolita), nell’area di piazza G. Oberdan.
Secondo quarto del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 49

P(ublio) C[[lodi]]o Quirinal(i),
militi leg(ionis) XV Apol(linaris), et
Blassiae L(uci) f(iliae) Placidae uxori
et Cominio Vero, mil(iti) leg(ionis) XIII G(eminae),
et A(ulo) Tullio Chrysantho amico,
P(ublius) Clodius Chrestus
v(ivus) f(ecit) sibi et suis,
C[[aeserniae Sever]]ae.

A Publio Clodio Quirinale, soldato della legione XV Apollinare, e alla moglie Blassia Placida, figlia di Lucio, e a Cominio Vero, soldato dellla legione XIII Gemina e all’amico Aulo Tullio Crisanto, Publio Clodio Cresto, da vivo, fece per sé e per i suoi e per Cesernia Severa.

La scena figurata è stata interpretata come probabile allusione all’attività mercantile svolta dal dedicante. Il militare Publio Clodio Quirinale è stato ritenuto il padre naturale del prefetto della flotta Publio Palpellio Clodio Quirinale, noto dalla dedica su una cornice di porta (vedi l’iscrizione n. 9).

70. Fregio con trofeo

fregio[ inv. 2204 ]

Lastra in calcare con rilievo rinvenuta nel 1767 in contrada di Romagna durante la costruzione dell’ospedale che diventò la Caserma Grande (ora demolita), nell’area di piazza G. Oberdan.
II sec. d. C.

Il rilievo presenta un tronco d’albero su cui sono appese una corazza, un elmo con pennacchio, e scudi dalle fogge diverse. A sinistra del trofeo si trova un barbaro in piedi in catene, a destra una donna rannicchiata e piangente. La lastra decorata (il cui modello stilistico è quello della Colonna Traiana di Roma) era destinata a ornare un monumento di carattere funerario oppure onorario.


epitafio

71. Epitafio di Lucius Vibius Pollio e di Floria Hilara

[ inv. 13618 ]

Stele in calcare con timpano, acroteri, pilastri laterali con capitello e ritratti dei due defunti rinvenuta nel 1786 in contrada di Romagna durante i lavori della Caserma Grande (ora demolita), nell’area di piazza G. Oberdan.

Secondo quarto del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 168

72. Epitafio di Quintus Nonius Favor e di Commia Ursa

epitafio[ inv. 13606 ]

Stele in calcare con frontone triangolare inscritto e acroteri decorati da delfini, rinvenuta nel 1935 in Corso Vittorio Emanuele III (oggi Corso Italia). II sec. d.C.
I.It., X, 4, 140

Q(uintus) Nonius
Favor
sibi et
Commiae Ursae
uxori
v(ivus) f(ecit).
H(oc) m(onumentum) h(eredem) n(on) s(equetur).

Quinto Nonio Favore da vivo fece per sé e per la moglie Commia Orsa. Questo monumento non toccherà agli eredi.

73. Epitafio di Titus Marcius Trophimio

epitafio[ inv. 13613 ]

Stele rettangolare in calcare rinvenuta nel 1934 in Corso Vittorio Emanuele III (oggi Corso Italia). La cornice laterale potrebbe indicare che il monumento è il risultato del reimpiego di una lastra modanata.
Terzo quarto del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 135

D(is) M(anibus).
[T(ito?)] Marcio
[Trop]himioni.
Q(uintus) Manl(ius) Aper
gener, Marcia
Trophime fil(ia),
Marcius Trophimus,
Papir(ius) Trophimas,
Manlia Trophime,
nepotes eius,
Commia Euodia,
coniux
b(ene) d(e) s(e) merenti.

(Consacrato) agli Dei Mani (= divinità protettrici delle anime dei morti). A Tito Marcio Trofimione. (Suo) genero Quinto Manlio Cinghiale, (sua) figlia Marcia Trofime, i nipoti Marcio Trofimo, Papirio Trofimate, Manlia Trofime, (sua) moglie Commia Euodia (fecero il monumento) avendolo (egli) ben meritato.

Il gruppo familiare è caratterizzato dalla ripetizione, in diverse varianti, del cognome di Tito Marcio Trofimione anche nelle denominazioni della figlia e dei nipoti.

74. Epitafio dei Virdii

[ inv. 13602 ]

epitafioStele in calcare con frontone triangolare iscritto decorato da testa di Medusa e acroteri con delfini, rinvenuta nella demolizione di una casa in via Riborgo. Prima metà del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 169

L(ucius) Virdiu[s C]hius
v(ivus) f(ecit) sib[i e]t
Virdia[e C]hiae.

Lucio Virdio Chio da vivo fece per sé e per Virdia Chia.

stele75. Formula di esclusione

[ inv. 13579 ]

Stele scorniciata in calcare rinvenuta nel 1887 reimpiegata nel muro in piazza del Rosario all’angolo con l’androna Rusconi.
I sec. d.C.
I.It., X, 4, 256

H(oc) m(onumentum) h(eredem) n(on) s(equetur).

Questo monumento non toccherà all’erede.

stele76. Misure di area sepolcrale

[ inv. 13619 ]

Stele scorniciata in calcare rinvenuta nel 1935 nella demolizione di Palazzo Bidischini (dietro il Palazzo Municipale).
Prima metà del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 238

Locus
in fro(nte)
p(edes) XVI,
in agr(um)
p(edes) XXII.

L’area (del sepolcro misura) sul lato strada sedici piedi (= circa m 4,80), verso la campagna ventidue piedi (= circa m 6,50).

77. Epitafio del soldato Caius Velitius

epitafio[ propr. St. 331 ]

Stele scorniciata e centinata in calcare rinvenuta durante i lavori per la costruzione del palazzo dell’I.N.A.I.L. in via del Teatro Romano. Fine del I sec. a.C. inizi I sec. d.C.
Suppl. It., 10, 1992, n. 8

C(aius) Velitius
M(arci) f(ilius) Lemo(nia),
Bononia, miles
leg(ionis) XX, stipendi(orum)
XXIV. L(ocus) m(onumenti) p(edum) q(uadratorum) XII.

A Gaio Velizio, figlio di Marco, iscritto alla tribù Lemonia (= distretto di voto dei Bononienses), originario di Bologna, soldato della legione XX, in servizio per 24 anni. L’area del monumento (è) un quadrato di dodici piedi (= circa m 4,30).

78. Epitafio (?) di … Appuleius Marcellus (?)

epitafio[ inv. 13892 a-b ]

Due frammenti solidali ma non contigui di lastra in calcare rinvenuti negli scavi del 1938 del Teatro romano.
I.It., X, 4, 172

[---] piiss[im---]
[Ap]pule[ius?---]
[Mar]cell[us?] C+[---]
[---] Hono[ra]tus
[---]e p[---]
——

… amorevolissimo … Appuleio Marcello … Onorato …

Epitafio79. Epitafio del …viro (?) … da parte di Manlia …

[ inv. 13894 ]

Lastra in calcare rinvenuta nel 1938 negli scavi del Teatro romano.
Ultimo quarto del I sec. a.C. – primo quarto del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 75

[---]vir [---]
[v(ivus) f(ecit)] sib[i et]
[M]anli[ae ---]cu[---]
[u]xor[i ---]

… viro … da vivo fece per sé e per Manlia .., la moglie …

Frammento80. Misure di area sepolcrale

[ inv. 13856 ]

Frammento di blocco in calcare rinvenuto nel 1935 negli scavi nei pressi del castello di San Giusto. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 250

L(ocus) [m(onumenti)]
in f(ronte) [p(edes) ---]
in ag[r(um) p(edes) ---].

L’area del sepolcro misura sul lato strada piedi … verso la campagna piedi …

81. Epitafio di … da parte del dispensator Hermes

Epitafio[ inv. 13878 ]

Frammento di arula in calcare recuperato nel 1948 nella torre tardoantica di via Teatro Romano, davanti alla chiesa di San Silvestro.
Ultimo quarto del I sec. a.C.
I.It., X, 4, 79a

[---]
[---]rivo Paulli s(ervo)
Hermes
Terg(estinorum) dis[p(ensator)]
[---] u[---]

A …rivo, schiavo di Paullo, Ermete, amministratore dei Tergestini, (fece costruire il monumento?).

82. Epitafio di … Italia e di … Potestas

Epitafio[ inv. 13825 ]

Frammento in calcare rinvenuto nel 1911 in via Riborgo nel muro di un cavedio.
Prima metà del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 175

[---]di l(iberta) Italia
[v(iva) f(ecit) si]bi et
[--- P]otestati
——

… Italia, liberta di …, da viva fece per sé e per … Potestà?…

83. Epitafio di un veterano

[ inv. 13797 ]

Fepitafiorammento in calcare rinvenuto nel 1937 nei lavori di costruzione del Palazzo del Ministero dei Lavori Pubblici in via del Teatro Romano. Sulla faccia superiore del frammento è stata scavata, per reimpiego, una cavità rettangolare. I-II sec. d.C.
I.It., X, 4, 50

[---]
veteran(-)
leg(ionis) XX
[---]

… veterano della legione XX …

84. Iscrizione con misure dell’area sepolcrale

reimpiegata come capitello figurato

[ inv. 14370 ]

FrammentoFrammento di blocco in calcare reimpiegato sul retro come capitello figurato (testa di angelo), rinvenuto nel 1935 nella demolizione di Palazzo Bideschini (dietro il Palazzo Municipale). I sec. d.C.
I.It., X, 4, 248

——?
[in fronte p(edes) ---]IIII, in ag[rum p(edes) ---].
[H(oc) m(onumentum)] h(eredem) n(on) s(equetur).

(L’area sepolcrale misura) …, verso la campagna (piedi …). Questo monumento non toccherà all’erede.

85. Epitafio della liberta o della schiava Musa

[ inv. 13566 ]

EpitafioUrna in calcare un tempo reimpiegata nel muretto della gradinata di accesso alla chiesa di San Silvestro. Prima metà del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 176

Musae
annorum
XXVI.

A Musa di 26 anni.

Il nome singolo Musa potrebbe indicare che la defunta era una schiava oppure una liberta (schiava liberata), il cui nome completo era ricavabile dall’iscrizione scolpita sul monumento principale.

86. Epitafio dei Clodii

[ inv. 13608 ]

epitafioDado di ara sepolcrale in calcare collocato nel XVII sec. in Piazza Grande (ora piazza dell’Unità d’Italia) e in seguito inserito nel muro esterno della chiesa di San Pietro e San Rocco (ora demolita). Il coronamento a pulvini, sovrapposto fin dal XIX secolo, non è pertinente. Ultimo quarto del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 108

L(ucius) Clodius
L(uci) lib(ertus)
Servatus
v(ivus) f(ecit) sibi et suis
Clodiae L(uci) l(ibertae)
Amandae uxori,
L(ucio) Clodio
Amando fil(io)
ann(orum) XXVIII.

Lucio Clodio Servato, liberto (= schiavo liberato) di Lucio, da vivo fece per sé e per i suoi (e) per la moglie Clodia Amanda, liberta di Lucio, e per il figlio Lucio Clodio Amando, di 28 anni.

87. Dedica di Quintus Cervius Natalis alla madre

dedica[ inv. 13622 ]

Arula in calcare un tempo inserita in un muro in androna San Silvestro. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 104

[---]di [---]
Q(uintus) Cervius
Natalis
matri.

A … Quinto Cervio Natale (pose) alla madre.

88. Epitafio degli Hostilii

[ inv. 8503 ]

epitafioStele con frontone, decorata da acroterii, pilastrini laterali e rilievo raffigurante una tintoria, un tempo collocata presso la chiesa o il monastero dei Santi Martiri, poi murata in Piazza Vecchia. Metà del I sec. d.C.
I.It., X, 4, 122

C(aio) Hostilio C(ai) f(ilio)
Frugioni,
C(aio) Hostilio C(ai) f(ilio)
Nepoti f(ilio),
L(ucio) Mutillio L(uci) l(iberto)
Nymphodoto f(ilio),
Hostilia C(ai) l(iberta)
Provincia
v(iva) f(ecit).

A Gaio Ostilio Frugione, figlio di Gaio, a Gaio Ostilio Nepote, figlio di Gaio, al figlio Lucio Mutilio Ninfodoto, liberto (= schiavo liberato) di Lucio, Ostilia Provincia, liberta di Gaio, da viva fece (costruire il sepolcro).

Nella parte sottostante all’iscrizione è raffigurato un fornello con panni stesi sopra un palo sostenuto da cavalletti, probabile allusione all’attività di tintori della gens.

89. Epitafio di … Optata

epitafio[ inv. 13826 ]

Frammento in calcare rinvenuto durante lavori stradali presso la chiesa di Sant’Antonio Vecchio (ora chiesa della Beata Vergine del Soccorso) nell’odierna piazza A. Hortis. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 177

[---] l(iberta) Optata

… Optata, liberta (= schiava liberata) di …

90-91. Rilievi con armi

[ inv. 14368-14369 ]

rilievi rilievi

Due frammenti solidali ma non contigui di lastra in calcare con rilievo murati fino al 1810 in un muro della chiesa dei Santi Martiri in vicolo Santa Lucia, oggi via G. Ciamician. Fine del I sec. a.C. – inizi I sec. d.C.

La lastra presenta sopra un’alta fascia modanata un rilievo con armi, corazze, elmi, scudi e schinieri. Queste lastre sono attribuibili alla decorazione di un fastoso monumento funerario.

stele92. Stele di togato con rotoli

[ inv. 8506 ]

Stele in calcare un tempo murata nella chiesa di San Francesco, poi recuperata nel 1875 negli scavi di piazza Lipsia (ora piazza A. Hortis).
Fine III – inizi IV sec. d.C.

La stele, decorata da cornice che nel tratto superiore è di tipo norico-pannonico, presenta nello specchio ribassato un uomo in toga che svolge, tenendolo con ambo le mani, un rotolo; altri rotoli sono collocati a terra. Il significato del gesto non è di sicura interpretazione: potrebbe voler significare lo status di cittadino o alludere (meno probabilmente) alla professione di scriba.

93. Epitafio del vir illustris Maurentius

epitafio[ inv. 13624 ]

Lastra scorniciata in calcare rinvenuta nell’area dei Santi Martiri. 571 d.C.
I.It., X, 4, 293

Hic requiesci-
t in pace Maure-
ntius v(ir) i(llustris), qui vixi-
t ann(is) pl(us) m(inus) XXXIIII.
Depositus est XV
kal(endas) Novemb(res),
ind(ictione) V p(ost) c(onsulatum) d(omini) n(ostri) Ius-
tini imp(eratoris).

Qui riposa in pace Maurenzio, uomo di rango senatorio, che visse più o meno 34 anni. é stato sepolto il 16 ottobre del 571, durante la quinta indizione (= periodo di 15 anni in cui si verificavano le revisioni fiscali), dopo il consolato del nostro signore imperatore Giustino.

L’iscrizione indirettamente ci testimonia che Tergeste dopo tre anni dall’invasione longobarda del 568 d.C. era ancora sotto la dominazione bizantina.

94. Misure di area sepolcrale

[ inv. 13858 ]

misure area sepolcraleBlocco in calcare recuperato nel 1838 nell’orto del monastero dei Santi Martiri. I sec. d.C.
I.It., X, 4, 252

Loc(us) m(onumenti) in fr(onte) p(edes) [---].

L’area del sepolcro (misura) sul lato strada piedi …

95. Epitafio di Getacia Servanda

[ inv. 13574 ]

Sarcofago architettonico in calcare decorato da timpano ed edicole con geni alati, rinvenuto nel cimitero della chiesa di San Francesco (odierna piazza A. Hortis). Seconda metà del II sec. d.C.
I.It., X, 4, 120

epitafio epitafio

 Getaciae Servan-
dae parentes.

A Getacia Servanda i genitori (fecero costruire il sarcofago).

La defunta proveniva da una famiglia appartenente alla classe dirigente locale. Il gentilizio Getacius potrebbe aver lasciato traccia anche nel toponimo Cedas a Barcola, dove forse la gens aveva dei possedimenti.