Sala B
12. Epitafio del cavaliere Marcus Valerius Qu… 13. Dedica di edificio pubblico
14. Dedica (?) di un praefectus iure dicundo 15. Dedica da parte di Lucius Varius Papirius Papirianus al figlio
16. Dedica a Lucius Varius Papirius Papirianus 17. Dedica (?) dell’edile … Cominius …osta
18. Testa di statua imperiale (Nerone?) 19. Dedica a Iulia Augusta
20. Dedica del o per l’imperatore Adriano 21. Dedica del o per l’imperatore Adriano o per l’imperatore Antonino Pio
22. Dedica dell’imperatore Marco Aurelio (?) 23. Frammento di panneggio di statua
24. Statua femminile 25. Statua femminile
26-28. Frammenti con fregio a girali 29. Rilievo con testa di Medusa
30. Balaustra con rilievo 31. Rilievo con testa di Giove Ammone
32. Dedica onoraria al cavaliere Quintus Baienus Blassianus 33. Dedica onoraria al cavaliere Quintus Baienus Blassianus
34. Dedica onoraria al cavaliere Quintus Baienus Blassianus //

La seconda sala riunisce le iscrizioni imperiali che, purtroppo frammentarie, ricordano l’intervento di Adriano (n.20), di Antonino Pio (n.21) e di Marco Aurelio (n.22), nell’erezione di edifici pubblici nell’area del colle di San Giusto. Accanto si trovano una base per la statua di Iulia Augusta (la moglie di Augusto  o la figlia di Tito)  (n.19),e un ritratto di dimensioni più grandi del vero (n.18), che dopo aver raffigurato Nerone, venne rielaborato per onorare il suo successore Vespasiano. I ntorno statue acefale o frammentarie e basi con dedica a illustri personaggi dell’élite cittadina.

Nella sala sono raccolti inoltre i materiali provenienti dalla Basilica civile: il grande edificio colonnato che si estende ai piedi del Castello sulla piazza della Cattedrale. L’edificio, sede del Tribunale e forse della Curia, ebbe una primitiva fase costruttiva nell’età di Claudio (metà I sec. d.C.) di cui rimangono i fregi a girali vegetali che erano posti sopra al colonnato (n.26-28). Alla metà del II secolo l’edificio venne ingrandito e monumentalizzato: di questa fase rimangono frammenti di ben sei basi (n.33-37), di statue onorarie a Quinto Baieno Blassiano: cavaliere tergestino che raggiunse la carica di Prefetto dell’Egitto e che evidentemente finanziò questi lavori; due dei monumentali volti di Giove e Medusa che decoravano i plinti (blocchi architettonici posti sopra le colonne) della basilica (n.30 e 32) e un frammento della balaustra decorata con putti che reggevano festoni (n.31).

12. Epitafio del cavaliere Marcus Valerius Qu…

frammento[ inv. 13573 ]

Frammento di lastra in calcare rinvenuto nel 1933 nel restauro di una casa in via del Castello.
Ultimo quarto del I sec. a.C.

M(arcus) Vale[rius ---]
Pup(inia) Qu[artus?],
eques [Rom(anus)],
testamen[to, f(ieri) i(ussit) ---].

Marco Valerio Qu…, iscritto alla tribù Pupinia (= il distretto di voto dei Tergestini), di rango equestre, nel testamento stabilì che fosse fatto (il sepolcro).

13. Dedica di edificio pubblico

[ inv. 13796 ]

Tre frammenti di architrave in calcare rinvenuti rispettivamente negli scavi del 1934 della basilica forense, nel 1829 nella proprietà Pillepich nell’area della basilica. Altri due frammenti sono attualmente dispersi. II sec. C.
I.It., X, 4, 43

frammeto frammeto frammeto

[--- curator a]edium s[acrarum ---]
[--- o]perum [publicorum? ---]

[--- fa]cien[dum ---]
[--- r]esti[tuit ---]

[---]DIV[---]
[---?]


… addetto alla cura dei templi e dei luoghi pubblici… di fare  ripristinò …

È purtroppo perduto il nome dell’autore di questa dedica di cui conosciamo solo una delle cariche rivestite, la curatela degli edifici sacri e di quelli pubblici. Non è neppure del tutto da escludere che possa trattarsi di due persone distinte piuttosto che di un solo magistrato locale o funzionario centrale.

14. Dedica (?) di un praefectus iure dicundo

frammento[ inv. 13829 a, b ]

Due frammenti di lastra in calcare di ignota provenienza. Fine del I sec. a.C. – inizi del I sec. d.C.
I.It.
, X, 4, 192 a, b; Suppl.It., 10, 1992, n. 10

—]piu[s - f(ilius) ---]
[---]pur[---],
[prae]fect(us) [i(ure) d(icundo) ---],
[--- p]raef[ect(us) fabr(um) ---].

… prefetto con funzioni giurisdizionali …, … prefetto del genio …

 

Una recente rilettura dei due frammenti ha permesso di riconoscere la titolatura di un membro dell’élite locale. Il nome è andato perduto ma è stato proposto di integrarlo come [- Ap]pius [Cal]pur[nianus].

15. Dedica da parte di Lucius Varius Papirius Papirianus al figlio

[ inv. 13567 ]

Base di statua equestre in calcare rinvenuta nel 1842 durante i lavori nel campanile di San Giusto. 117-138 d.C.
I.It., X, 4, 55

frammanto

——
[--- donis donato]
ob bellum Parth(icum), [torquibus],
armillis, phaleris, co[rona ---],
L(ucius) Varius Papirius Papirianus [pat]er,
IIvir i(ure) d(icundo), IIvir i(ure) d(icundo) quinq(uennalis) Tergest(e),
praef(ectus) fabrum Romae et Terg(este).

A …, ricevute le ricompense al valor militare a causa della guerra contro i Parti, torques (= collane), armille (= bracciali), falere (= piastre decorate) e corona …, il padre Lucio Vario Papirio Papiriano, duoviro giurisdicente, duoviro quinquennale a Tergeste, prefetto del genio a Roma e a Tergeste (pose).

Il nome del figlio di Lucio Vario Papirio Papiriano è purtroppo perduto. I dona militaria ricevuti, vale a dire le ricompense al valore militare dimostrato nella guerra contro i Parti, una popolazione stanziata nell’area dell’antica Persia che per secoli ostacolò l’espansionismo romano in Oriente, indicano che l’onorato apparteneva al ceto equestre, stato ereditato dal padre (vedi l’iscrizione n. 16).

16. Dedica a Lucius Varius Papirius Papirianus

[ inv. 13591 ]

Base di statua pedestre in calcare murata nel XVII secolo alla base del campanile di San Giusto, dove probabilmente si trovava dal 1337, anno della sua costruzione. Dopo il 138 d.C.
I.It., X, 4, 59

dedica

L(ucio) Vario
Papirio
Papiriano,
IIvir(o) i(ure) d(icundo), IIv(iro) i(ure) d(icundo) q(uin)q(uennali),
praef(ecto) fabr(um) Romae
et Tergeste,
flam(ini) Hadr(ianali), pont(ifici), augur(i),
collegium fabrum
patrono merent(i).

A Lucio Vario Papirio, duoviro giurisdicente (= uno dei due magistrati annuali della colonia), duoviro giurisdicente quinquennale (= un magistrato facente, ogni cinque anni, le veci di un censore), prefetto del genio a Roma e a Tergeste, flamine (= sacerdote) di Adriano, pontefice, augure (= sacerdote che interpretava il volo degli uccelli e altri fenomeni), il collegio dei membri del genio di Tergeste (dedicò) al patrono che ha ben meritato.

La carriera di Lucio Vario Papirio Papiriano è quella di un notabile locale che mediante la prefettura del genio (problematica l’indicazione che questo incarico fu rivestito sia a Roma che a Tergeste) giunse ad ottenere il rango equestre. È piuttosto raro anche il cumulo di cariche religiose municipali rivestite dal cavaliere, a cui il collegio dei membri del genio tergestino dedicò il monumento.

17. Dedica (?) dell’edile … Cominius …osta

dedica[ inv. 31539 ]

Frammento in calcare rinvenuto nel novembre 1928 nelle vicinanze della Cattedrale di San Giusto.
Ultimo quarto del I sec. a.C.
I.It., X, 4, 68

[- C]ominius [---]
[C?]osta aed[ilis ---]
[---]num [---].

L’edile (= magistrato annuale incaricato della cura degli edifici pubblici, della polizia urbana ecc.) … Cominio Costa …

18. Testa di statua imperiale (Nerone?)

testa[ inv. 2178 ]

Testa di statua in marmo riutilizzata nella muratura del campanile della Cattedrale di San Giusto. 54-68 d.C.

La testa di statua di grandezza superiore al naturale in origine ritraeva probabilmente l’imperatore Nerone (54-68 d.C.) capite velato (con il capo coperto).

Forse in seguito alla damnatio memoriae (vale a dire la sistematica eliminazione dopo la morte dell’imperatore malvagio di qualunque effigie o iscrizione che lo ricordasse) la testa fu rilavorata per diventare il ritratto del vincitore della guerra civile scatenatasi dopo la morte di Nerone, e cioè il futuro imperatore Vespasiano (69-79 d.C.), il capostipite della dinastia Flavia.

 

19. Dedica a Iulia Augusta

[ inv. 13791 ]

dedicaPorzione superiore di base in marmo rinvenuta nel 1842 nel campanile di San Giusto in occasione degli scavi di P. Kandler. 14-29 d.C. oppure 79-90 d.C.
I.It., X, 4, 23

Iuliae
Aug(ustae)
——

A Giulia Augusta …

La dedica non consente di stabilire se si tratta di Livia, la moglie dell’imperatore Augusto che, dopo la morte di questi nel 14 d.C., fu chiamata Iulia Augusta, oppure della figlia dell’imperatore Tito (79-81 d.C.).

20. Dedica del o per l’imperatore Adriano

frammento[ inv. 13792 ]

Lastra in calcare rinvenuta nel rione di San Giacomo nell’orto Gustin. 117-138 d.C.
I.It., X, 4, 24

[Imp(erator-)] Ca[es(ar-) Traian-]
[Ha]dria[n- ---]
[---] Aug(ust-) [---]
[---]m [---]

All’imperatore Cesare Traiano Adriano Augusto …

21. Dedica del o per l’imperatore Adriano o per l’imperatore Antonino Pio

[ inv. 13623 ]

frammentoPorzione di lastra in marmo rinvenuta nel 1933 negli scavi del sagrato della Cattedrale di San Giusto. 117-161 d.C.
I.It., X, 4, 25

[---] Hadr[ian---]

… Adriano …

L’esiguità del frammento non consente di stabilire se la titolatura si riferisce all’imperatore Adriano (117-138 d.C.) o al figlio adottivo, suo successore, Antonino Pio (138-161 d.C.).

22. Dedica dell’imperatore Marco Aurelio (?)

[ inv. 31538 ]

Frammento centrale di lastra in marmo reimpiegata nel retro come cornice modanata. Non sono noti il luogo e l’epoca del rinvenimento prima della sua collocazione alla fine dell’Ottocento, lasciando a vista la cornice, nel muro di recinzione dell’Orto Lapidario.
161-180 d.C. (?)

frammento

[--- Aureli]us Antonin[us ---]
——

… Aurelio Antonino (= Marco Aurelio) …

Il frammento conservato apparteneva a un monumento di grandi dimensioni che, stando solo al nome dell’imperatore e alla sua titolatura scolpiti su un’unica riga, doveva avere una larghezza di circa cinque metri. Dato che il principe è il soggetto del testo possiamo immaginare che l’iscrizione commemorasse un importante intervento edilizio a spese della cassa imperiale.

frammento23. Frammento di panneggio di statua

[ inv. 3128 ]

Porzione di panneggio in marmo rinvenuta nel 1949 negli scavi nella Cattedrale di San Giusto dove era reimpiegato come pietra da costruzione. I-II sec. d.C.

Il frammento apparteneva a una statua maschile di notevoli dimensioni vestita di toga che doveva ritrarre un personaggio di particolare rilievo pubblico stando alle dimensioni e al pregiato materiale utilizzato.

statua24. Statua femminile

[ inv. 3130 ]

Statua in marmo, rinvenuta nel 1949 nella Cattedrale di San Giusto dove era reimpiegata come materiale da costruzione.
III sec. d.C.

La statua, mancante della testa e del braccio destro, di grandezza di poco inferiore al normale, raffigura, stando all’abbigliamento e alla sicura provenienza dall’area forense, una donna che indossa tunica e manto. Il manto, passante sulla spalla sinistra, è trattenuto dal braccio sinistro e ricade in larghe pieghe.

Il retro non è lavorato, perché il monumento era addossato a un muro o collocato entro una nicchia.

busto25. Statua femminile

[ inv. 3129 ]

Porzione inferiore di statua in calcare rinvenuta nel 1949 negli scavi nella Cattedrale di San Giusto dove era reimpiegata come materiale da costruzione.
Metà del I sec. d.C.

Quanto resta di questa statua di grandezza superiore al naturale rappresenta una nobile donna vestita di una lunga tunica a fitte pieghe e di un manto dal pesante drappeggio.

26-28. Frammenti con fregio a girali

[ inv. 13938, 13980, 13971 ]

Frammenti di rilievo in calcare rinvenuti probabilmente nella proprietà Pillepich nell’area della basilica. Prima metà del I sec. d.C.

I frammenti di elemento architettonico con decorazione a girali vegetali e bordo a kymation decoravano probabilmente la trabeazione della basilica.

fregio fregio fregio

29. Rilievo con testa di Medusa

[ inv. 14374 ]

frammentoFrammento di rilievo in calcare rinvenuto nel 1842 nel campanile della Cattedrale di San Giusto.
Metà del II sec. d.C.

Il rilievo raffigura una testa di Medusa, l’unica mortale delle tre sorelle Gorgoni – mostri con volto di donna, chiome di serpente, ali d’oro e mani di bronzo – che Perseo, figlio di Danae, principessa argiva, e di Zeus, con l’aiuto della dea Atena riuscì a uccidere prima che il mostro con il suo sguardo lo rendesse di pietra.

Il frammento appartiene a uno dei plinti figurati (con Medusa o Giove) che, intervallato da balaustre con putti e ghirlande, decorava probabilmente il primo piano della basilica civile (o forse del Foro).

frammento30. Balaustra con rilievo

[ inv. 12602 ]

Frammento di balaustra in calcare di provenienza ignota. Metà del II sec. d.C.

Del rilievo della balaustra, collocata tra un plinto con Medusa e uno con Giove Ammone, sopravvive solo parte delle gambe e dei piedi di uno dei due putti che reggevano una ghirlanda di fiori e frutti.

31. Rilievo con testa di Giove Ammone

frammento[ inv. 12602 ]

Frammento di rilievo in calcare rinvenuto nel 1842 nel campanile della Cattedrale di San Giusto.
Metà del II sec. d.C.

Il rilievo raffigura una testa di Giove Ammone, vale a dire Giove, padre degli uomini e degli dei, identificato con Ammone, dio di Tebe d’Egitto, a cui era sacro l’ariete, animale dal quale ha origine l’attributo più frequente del dio greco-romano, le corna ricurve.
Il frammento appartiene a uno dei plinti figurati (con Medusa o Giove) che, intervallato da balaustre con putti e ghirlande, decorava probabilmente il primo piano della basilica civile o forse del Foro.

32. Dedica onoraria al cavaliere Quintus Baienus Blassianus

[ inv. 13794 ]

frammentoBase di statua pedestre in calcare rinvenuta negli anni 1930-1934 durante gli scavi che hanno interessato la basilica.
Terzo quarto del II sec. d.C.
I.It., X, 4, 39

Q(uinto) Bai[eno P(ubli) fil(io)]
[Pup(inia tribu) Blassiano]
——

A Quinto Baieno Blassiano, figlio di Publio, iscritto alla tribù Pupinia (= il distretto di voto dei Tergestini)

La carriera, espressa in tre iscrizioni (vedi i nn. 33, 35, 37) secondo un ordine ascendente (prima gli incarichi meno prestigiosi poi progressivamente quelli più significativi) e in una (vedi l’iscrizione n. 36) in ordine discendente, ci permette di identificare un personaggio di un certo spicco nella vita pubblica della colonia di Tergeste all’epoca dell’imperatore Marco Aurelio (161-180 d.C.), dal momento che almeno sei monumenti in suo onore erano contemporaneamente visibili nella basilica. Tale concentrazione di statue onorarie è espressione di un pubblico ringraziamento da parte della comunità, sicuramente in seguito a elargizioni o opere significative compiute da Quinto Baieno, forse il rifacimento o l’abbellimento di un edificio civico (alcuni hanno pensato alla basilica).
Partendo dai comandi di unità ausiliarie (che utilizzavano soldati indigeni di diverse parti del mondo romano, scelti sulla base di specifiche abilità) il cavaliere tergestino ottenne i governatorati provinciali propri dei membri del ceto equestre. Per quanto ne sappiamo l’apice della sua carriera fu la prefettura d’Egitto situabile, grazie a una iscrizione onoraria a lui dedicata rinvenuta a Ostia, il porto di Roma, tra il 167 e il 168 d.C.

33. Dedica onoraria al cavaliere Quintus Baienus Blassianus

[ inv. 13575 ]

Base di statua pedestre in calcare rinvenuta nel 1829 nella proprietà Pillepich, un tempo di proprietà dei de Burlo, che si estendeva tra il Castello e la Cattedrale, nell’area della basilica forense. Terzo quarto del II sec. d.C.
I.It., X, 4, 38

Q(uinto) Baieno
P(ubli) fil(io) Pup(inia)
Blassian[o],
[p]raef(ecto) coh(ortis) II Astu[rum],
[tri]b(uno) [leg(ionis) VII [Cl(audiae) P(iae) F(idelis)],

——

A Quinto Baieno Blassiano, figlio di Publio, iscritto alla tribù Pupinia (= distretto di voto dei Tergestini), prefetto della coorte II degli Asturi (= unità ausiliaria di soldati spagnoli), tribuno (= ufficiale) della legione VII Claudia Pia Fedele …

34. Dedica onoraria al cavaliere Quintus Baienus Blassianus

reimpiegata dai Tergestini per una dedica all’imperatore Costantino

[ inv. 13581 ]

Base di statua pedestre in calcare murata nel XVII secolo presso la porta del campanile di S.Giusto. La base fu reimpiegata in antico per l’incisione di una seconda iscrizione. Terzo quarto del II sec. d.C. (prima dedica); 313-314 d.C. (seconda dedica)
I.It., X, 4, 27; Suppl.It., 10, 1992, n. 7

Q(uinto) B[ai]eno [P(ubli)] fil(io)
[[Pup(inia tribu) Blassiano]]
[[---]]
[[---]]
[[---]]
[[---]]c(—)
——

A Quinto Baieno Blassiano, figlio di Publio, iscritto alla tribù Pupinia (= distretto di voto dei Tergestini)…

Imp(eratori) Caes(ari)
Fl(avio) Constantino
Maximo P(io) F(elici) Aug(usto),
r(es) p(ublica)Terg(estinorum)
d(evota) n(umini) p(otestatique ?) e(ius).

All’Imperatore Cesare Flavio Costantino Massimo Pio Fortunato Augusto (dedica) la comunità dei Tergestini, devota alla sua maestà e potenza.

La dedica posta dalla res publica di Tergeste in onore dell’imperatore Costantino (306-337 d.C.) è prova della fedeltà della colonia nei confronti del potere imperiale. Tuttavia un’attenta osservazione delle tracce di lettere visibili nella parte superiore dello specchio epigrafico (la superficie iscritta) ha permesso di riconoscere nella dedica imperiale la sesta iscrizione onoraria del cavaliere tergestino Quinto Baieno Blassiano. Una rilavorazione piuttosto grossolana ha cancellato il primo testo e ha consentito alla comunità civica di Tergeste di dimenticare il benefattore di due secoli prima per rendere omaggio al principe.