JJ Winckelmann

Stendal 9-12-1717 – Trieste 8-6-1768

Insigne studioso di storia antica e arte classica, Winckelmann è considerato fondatore della moderna storia dell’arte e padre dell’archeologia. Nel 1755 si stabilì a Roma ove ricoprì l’incarico di bibliotecario del cardinale Albani, fu impiegato presso la Cancelleria vaticana e nel 1764 ottenne la nomina di «soprintendente alle antichità di Roma». La sua opera maggiore è «Geschichte der Kunst des Alterthums» edita nel 1764 a Dresda mentre sono del 1767 i due volumi «Monumenti antichi inediti» sulle antichità di Roma.
Di ritorno da un soggiorno a Vienna, dove era stato ricevuto con grandi onori dall’Imperatrice Maria Teresa che gli aveva fatto dono di alcune medaglie d’oro e d’argento, Winckelmann si fermò a Trieste in attesa di un’imbarcazione che lo portasse ad Ancona da dove avrebbe raggiunto Roma. Stabilitosi presso la Locanda Grande fece conoscenza con il vicino di camere, il cuoco pistoiese Francesco Arcangeli il quale, probabilmente a scopo di rapina, la mattina dell’8 giugno 1768 lo ferì mortalmente con un coltello. Dopo sette ore di agonia morì e il suo corpo trovò sepoltura nella cripta comune della Confraternita del Santissimo Sacramento, presso il sagrato della Cattedrale di San Giusto a Trieste. Il suo uccisore fu giustiziato, 42 giorni dopo, alla stessa ora e davanti alla stessa Locanda, in seguito a un processo criminale che lo condannò ad essere arrotato «nell’ordinaria pena nella ruota dal di sopra all’ingiù, così che fracassate, conquassate le di lui membra veramente muoia e sia separata l’anima dal corpo».