Martedì 16 agosto

Entra nel vivo la manifestazione Archeologia di Sera 2016, che il Civico Museo di Storia ed Arte – Orto Lapidario organizza nei martedì di agosto, con apertura serale dalle 20 alle 23, ingresso da piazza della Cattedrale 1.
Il percorso di riallestimento del Civico Museo di Storia ed Arte si è arricchito quest’anno della nuova sezione dedicata alle raccolte di antichità classiche, in un allestimento che ha consentito di realizzare al tempo stesso un importante recupero storico museografico unitamente a un’ampia valorizzazione espositiva delle collezioni, adeguata all’importanza e bellezza dei vasi di produzione cipriota, campana, lucana e soprattutto apula, accanto alla coroplastica tarantina e al favoloso rhyton (se prima erano visibili solo 180 pezzi ora più di 1.100 sono sistemati nelle luminose vetrine).
L’edizione 2016 di “Archeologia di Sera” si propone una più puntuale illustrazione tanto delle diverse produzioni, quanto dei singoli capolavori e dei loro maestri “visti da vicino” grazie alla campagna fotografica che ha permesso di valorizzarne tutti i particolari.

  • Ore 20.15 nel giardino o in caso di pioggia nella sala conferenze (ingresso fino a esaurimento posti):
    I greci sbarcano in Italia: la produzione dei vasai magnogreci e le principali personalità, a cura di Marzia Vidulli
  • Ore 21 nel giardino davanti al museo:
    Note antiche e popolari nel “Giardino delle delizie”
    Interventi musicali a cura di Federico Rossignoli al liuto e Teodora Tommasi soprano
  • Ore 22
    Visite guidate alle nuove sezioni del Museo o replica della conferenza delle 20.15.

 

I GRECI SBARCANO IN ITALIA

La produzione dei vasai magnogreci e le principali personalità

a cura di Marzia Vidulli
Decine e decine di anfore, crateri e vasi dalle forme funzionali arricchiscono la nuova sala dedicata alla ceramica della Magna Grecia, prodotta in Campania, Lucania e soprattutto in Puglia nel IV secolo a.C. Sono allineate nelle vetrine ottocentesche, recuperate dalle dismesse sale del Museo di Storia Naturale di piazza Hortis: ora restaurate e dotate di nuova illuminazione permettono una perfetta visione, mettendo in evidenza forme e particolari. Si tratta di vasi integri, alti a volte quasi un metro, che vennero trovati nelle sepolture ipogee, a forma di camere con tetto in pietra, dai “cercatori di tesori” della seconda metà dell’Ottocento e poi venduti ai collezionisti, tra i quali molti i triestini. Le loro raccolte sono in seguito pervenute al Museo per vendita o lascito.

Nella serata del 16 agosto la conservatrice del museo, Marzia Vidulli, che ne ha curato il riallestimento, presenterà le immagini della campagna fotografica condotta dal fotografo dei Civici Musei, Marino Ierman. Sarà possibile “leggere” le illustrazioni , la tecnica e tutti quei particolari che permettono di attribuire i vasi alla mano di singoli pittori o scuole, ai quali gli studiosi hanno attribuito un nome convenzionale, derivato o da un soggetto prediletto o dalla collocazione del primo vaso sul quale è stata riconosciuta la nuova personalità artistica.

L’ampia carrellata di immagini aiuterà ad apprezzare meglio la visita delle sale, dove ritrovare vasi e personaggi appena conosciuti.

 

Anfora apula a figure rosse con defunto eroicizzato: all’interno di un’edicola, un giovane pescatore tiene poggiata alla spalla un’asta cui sono appese le sue prede. Attribuita al pittore di Copenhagen Head del 330-310 a.C., appartiene alla collezione Ostrogovich del Civico Museo di Storia ed Arte di Trieste