Dal 16 novembre 2018 al 17 febbraio 2019.
Ingresso libero
da martedì a domenica 10-17

Giovedì 15 novembre 2018, alle ore 17.30, è stata inaugurata la mostra curata dal Museo Archeologico di Zagabria, coorganizzata dalla Comunità croata di Trieste e dal Comune di Trieste, Servizio Musei e Biblioteche dell’area Cultura, che presenta la storia dei Giapodi, un popolo misterioso e mai dimenticato, che abitava l’area montana della Croazia e la Bosnia nord-occidentale in epoca protostorica.

La mostra, tramite un’accurata selezione di importanti materiali provenienti dalla Collezione giapodica del Museo archeologico di Zagabria, presenta le conoscenze odierne sui Giapodi (Iapodes, Iapudes, Iapydes) un gruppo senza organizzazione statale formatosi verso la fine del X secolo a.C., composto da comunità affini, che condividevano la cultura materiale e spirituale, dal modo di costruire gli abitati fortificati al rito funebre, fino ai costumi e alle credenze. I reperti esposti introducono alla cultura materiale dei Giapodi e al loro stile specifico e ben riconoscibile.
Osservando i corredi tombali è possibile ricostruire parzialmente il vestito giapodico. Le donne si vestivano in modo semplice, probabilmente con una veste campaniforme, con elaborato copricapo, un elemento del vestiario sia funzionale che decorativo. Poteva essere semplice, fatto di lana, cuoio o pelle, ma c’erano anche copricapi speciali con una base a calotta, in cuoio o tessuto, sulla quale venivano cuciti numerosi bottoncini bronzei a calotta di diverse dimensioni e talvolta con aggiunta di catenelle; altri copricapi erano di lamina bronzea che poteva essere coperta da una sciarpa, dando l’aspetto di una sorta di corona; e infine copricapi più complessi erano composti da catenelle intrecciate che formavano una base a calotta, decorata da altre catenelle. Oltre ai copricapi, i Giapodi indossavano diversi tipi di fibule (spille decorative per vestiti), bracciali per polsi o caviglie, pendagli, collane e cinture, i quali sono, proprio come i copricapi, elementi di vestiario sia funzionali che decorativi.
Una categoria speciale tra gli ornamenti sono le figure in metallo maschili e femminili, molto popolari durante il VII secolo a.C. Nella cultura giapodica sono ben rappresentati inoltre gli oggetti in ambra, una resina fossile, come pure in vetro o pasta vitrea.
La mostra termina con la narrazione della conquista romana del territorio giapodico, che durò quasi duecento anni. I Giapodi opposero una strenua resistenza ai Romani, ben illustrata dal fatto che nel 35 a.C. la „capitale“ giapodica di Metulum venne difesa da ben 3.000 guerrieri, cosicché i Romani furono costretti a metterla sotto assedio. La caduta di Metulum segnò la fine dell’indipendenza dei Giapodi, i quali continuarono ad esistere come una popolazione pacifica della provincia dell’Impero Romano.