La mitica Sirena possiede una voce limpida e penetrante, che incanta i sensi ed è capace di esercitare un fascino tale che chi la ode non può desistere alla tentazione di fermarsi ad ascoltarla, sospendendo il corso della propria esistenza, condizione che lo porterà alla morte.
Le Sirene però non nascono come creature marine, ma stanno appollaiate su scogli e rupi, ed hanno parte superiore di donna e corpo di uccello, animale dalla consistenza aerea e dal canto meraviglioso.
Nella mitologia antica le sirene uccello abitavano su un prato fiorito al limitare del mare, poste di vedetta per attrarre i malcapitati marinai.

La loro madre era la Terra e il padre Acheloo, il più importante dei fiumi della Grecia, venerato come un dio, principio di tutte le acque correnti: quando egli, eroe proteiforme (capace di assumere diverse sembianze) si scontrò in duello contro Eracle per la mano di Deianira, figlia del re di Etolia, si trasformò tanto in tritone dal grande corpo anguiforme quanto in toro dalla testa umana, al quale Eracle spezzò un corno facendo cadere a terra una goccia di sangue e da essa nacquero le Sirene.

Diverse leggende raccontano che sconfitte nella gara di canto contrapposte a Orfeo o alle Muse, si strapparono le penne e si suicidarono gettandosi in mare.
Le sirene con coda di pesce sono caratteristiche dal Medio Evo in poi; infatti dall’VIII secolo la donna pesce rappresenta l’ammaliatrice per i peccatori cristiani nel “mare delle tentazioni”.

Per i Greci e i Romani le Sirene erano donne uccello che abitavano tra gli uomini ed avevano una funzione di intermediazione in occasione dei passaggi delle diverse fasi della vita e le loro immagini facevano parte del corredo delle spose ma anche, ibridi mediatori tra mondo umano e soprannaturale, erano poste sulle tombe (con la funzione di schiudere le porte dell’Ade).

II piano sala Vasi Greci

II piano sala Vasi Greci
Alabastron (boccetta per profumi) in terracotta dipinta raffigurante una Sirena ad ali spiegate.
Ceramica proto-corinzia del 625-600 a.C. (inv. 1794).

BalsamarioBalsamario a forma di sirena in terracotta realizzato con doppio stampo, da Taranto, della seconda metà del VI secolo a.C. forse di produzione rodiota (inv. 4444, T.483).
Rappresenta una Sirena con corpo di uccello dall’ala in posizione di riposo e dalla massa compatta di capelli in trecce sulle spalle. Questi balsamari erano comuni nei corredi funerari di alcune tombe tarantine assieme a ceramica corinzia del VI secolo a.C.

II piano sala Vasi Greci

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Due aryballoi (boccetta sferica per profumi) in terracotta dipinta raffiguranti Sirena.
Ceramica corinzia del 600-550 a.C. (inv. 7738, Grecia 433; Grecia 437).
Hydria attica a figure nere rinvenuta a Tarquinia. Sul collo Eracle in lotta con il Tritone o Acheloo. Attribuito ad un artista vicino al Pittore di Antimenes del 520 a.C. (inv. S.405).